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Autori:
M. Ferroni*, B. Borsetti*, C. Ferroni*, S. De Luca**
* THERMAE OASIS
Direttore Sanitario: dott. Michele Ferroni
** UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI MILANO
Centro Studi e Ricerche sulle Acque Minerali
Direttore: prof. Roberto Mattina
INTRODUZIONE
Uno degli elementi che favorisce le recidive o il mantenimento di processi flogistici delle prime vie aeree, è un’ alterazione del trasporto mucociliare. Le flogosi recidivanti o croniche alterano il trasporto mucociliare con trasformazioni anatomiche con ciglia adese tra loro e ridotte di numero (aspetto a “spaghetti”). In particolare, nelle poliposi nasali si presenta una progressiva distensione cellulare con aspetto a selciato, con rare ghiandole e totale assenza di ciglia (Paludetti8). Gli stessi processi flogistici, provocano variazioni della viscosità delle secrezioni con alterazioni della motilità ciliare e dell’epitelio (Coste9; Umeki10).
La crenoterapia inalatoria con acque salsobromoiodiche “CA’ ROSSA” utilizza gli effetti dei principi attivi contenuti nell’acqua. La valenza terapeutica si basa su una azione specifica esercitata dagli elementi contenuti nell’acqua termale, sulle mucose delle vie respiratorie, sulla reattività organica e immunitaria generale, sui fattori aspecifici quali il calore, l’umidificazione, detersione, lavaggio e idratazione delle secrezioni.
Le acque salsobromoiodiche esplicano azioni antinfiammatorie che si evidenziano sin dai primi giorni di terapia termale e che si mantengono nei mesi successivi attraverso l’attivazione del sistema immunitario con una stimolazione nella produzione di immunoglobuline secretorie e circolanti (Miccoli6). Data l’ipertonia dell’acqua e per le proprietà di cloro, iodio e bromo, i quali potenziano l’azione degli enzimi litici lisosomiali, si ottiene un’azione antisettica. L’azione antiedemigena avviene per il potere osmotico delle acque ipertoniche che creano una corrente di fluidi dagli strati profondi della mucosa (Nappi7).
MATERIALE E METODO
In questo studio si è voluto valutare le variazione dei tempi di trasporto mucociliare,i parametri obbiettivi e soggettivi prima e dopo crenoterapia con acque salsobromoiodiche “CA’ ROSSA”.
Lo studio si è svolto in due anni (2004-2005), dal mese di maggio al mese di ottobre ed ha coinvolto un numero totale di 56 pazienti, 24 femmine, 32 maschi, suddivisi in 14 femmine e 17 maschi, totale 31 per il 2004, 10 femmine, 15 maschi, totale 25 per il 2005 (tabella 1).
TABELLA 1 |
| | MASCHI | FEMMINE | TOT |
2004 | 17 | 14 | 31 |
2005 | 15 | 10 | 25 |
TOT | 32 | 24 | 56 |
Le patologie trattate sono state: rinosinusite polipoide, rinite ipertrofica, rinosinusite cronica e rinite vasomotoria (tabella 2).
TABELLA 2 |
Totale casi 2004/2005 |
| | MASCHI | FEMMINE | TOT |
Rinosinusite polipoide | 8 | 5 | 13 |
Rinite ipertrofica | 8 | 6 | 14 |
Rinosinusite cronica | 15 | 9 | 24 |
Rinite vasomotoria | 1 | 4 | 5 |
TOT | 32 | 24 | 56 |
I trattamenti crenoterapici salsobromoiodici utilizzati sono stati: docce nasali micronizzate, inalazioni, aerosol nasali per le rinosinusiti polipoidi, rinosinusite cronica e rinite ipertrofica; docce nasali micronizzate, aerosol nasali nelle riniti vasomotorie.
La durata del trattamento è stata di dodici sedute in due settimane.
I parametri obiettivi, congestione nasale e la presenza di essudato, sono stati valutati con visita medica ORL ad inizio e fine cura.
I parametri soggettivi cefalea e ostruzione nasale sono stati giudicati dal paziente (in presenti o assenti) ad inizio e fine cura.
Al termine delle cure crenoterapiche salsobromoiodiche è stato richiesto al paziente un giudizio complessivo: nullo, scadente, buono, ottimo.
Mediante i test di clearance mucociliare possiamo misurare la funzionalità dell’insieme delle strutture ciliate e del film di muco che insieme costituiscono il sistema “MUCOCILIARE NASALE”. I test sono di semplice esecuzione e ci permettono di valutare sia l’attività ciliata, che i caratteri fisici del muco, densità e viscosità (Crifò1 - Galioto2).
Nella nostra indagine si è utilizzata una miscela di polvere di carbone vegetale(trasportato dallo strato di gel del muco data l’insolubilità) e di polvere di saccarina al 3%(sostanza solubile che interagisce prima con lo strato “gel” e poi con quello “sol” sciogliendosi) (Puchelle5-Passàlli4).
La miscela veniva depositata sulla testa del turbinato inferiore e misurato il tempo alla sua comparsa in mesofaringe. La valutazione del tracciante saccarina, che suscitava la sensazione di sapore dolciastro non è stata presa in considerazione per la grande variabilità individuale della disposizione dei recettori gustativi (Crifò1 - Galioto2 - Passàli3).
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