N° 65 - Marzo 2009

Indicazioni per l’integrazione idro-elettrolitica nell’atleta con Acqua Lete (acqua bicarbonato-calcica a basso contenuto di sodio)

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E’ stato inoltre osservato che la presenza nell’intestino di soluzioni ipotoniche di glucosio in associazione con il sodio migliori l’assorbimento di acqua in virtù del sistema di trasporto glucosio-sodio (19) e, sulla base di questa evidenza, viene espressamente consigliata l’assunzione di bevande alle quali è stata aggiunto zucchero e sodio per poter reintegrare le perdite idroelettriche in attività di lunga durata (20).
La tonicità del fluido somministrato è un parametro che non comporterebbe differenze nello stato di idratazione, in quanto non sono state rilevate variazioni di questo in seguito a somministrazione di fluidi con tonicità differente, né sono state evidenziate differenze nella tolleranza all’esercizio in funzione della tonicità della soluzione (21); sembra influire invece sullo stato di idratazione l’assunzione di cibo prima di svolgere l’esercizio in quanto l’assorbimento, distribuzione e ritenzione di acqua sono regolati positivamente dall’ingestione di nutrienti nelle due ore precedenti l’esercizio (22). Ma la sudorazione induce anche la perdita di abbondanti quantità di minerali, quali il calcio e il magnesio che può essere reintegrata, oltre che mediante l’utilizzo di bevande specifiche, anche mediante acque minerali ricche di questi micronutrienti e il contributo all’apporto dietetico di questi può avvenire specialmente nei soggetti che non conducono una dieta regolare.(23)
In Italia, una delle acque più importanti presenti sul mercato e che presenta tutte le caratteristiche sopra indicate è l’acqua Lete, acqua di origine campana che risulterebbe avere i prerequisiti per svolgere un’azione reintegrante per le perdite di calcio.

L’INTEGRAZIONE IDRICA PRIMA DELL’ESERCIZIO
Sono molti gli studi che indagano l’incidenza dello stato di idratazione basale dell’individuo sul raggiungimento della performance (24) e l’iperidratazione cronica può essere oramai considerata uno degli strumenti per prevenire o minimizzare la perdita di elettroliti che si verifica con il lavoro di endurance (25).
Il tipo di bevanda meglio indicata sembrerebbe essere quella ipertonica: il glicerolo, ampiamente usato in patologia, può sicuramente trovare ampia applicazione in fisiologia (26) con un dosaggio che è stato standardizzato ad 1 gr/Kg di peso corporeo in 1,5 L di acqua da assumere fra i 60 e i 120 minuti prima dell’esercizio (27). Tale assunzione, migliorando la ritenzione dei fluidi, ridurrebbe lo stress cardiovascolare (28).
L’uso di bevande ipotoniche in elevate quantità sembrerebbe invece facilitare lo stato di iponatremia per cui sembrerebbe utile maggiore cautela anche nel raccomandare le quantità di liquidi da assumere (29).

L’INTEGRAZIONE IDRICA DURANTE L’ESERCIZIO
L’integrazione durante l’esercizio fisico è di fondamentale importanza per le gare di lunga durata, indipendentemente dalla qualità della prestazione (30). L’introduzione di fluidi durante esercizio risulta essere strettamente correlata ai livelli plasmatici di elettroliti durante la gara (31) e va quindi attentamente modulata considerando anche le condizioni climatiche in cui viene effettuato lo sforzo.
In realtà l’adattamento all’esercizio, ottenuto progressivamente con l’allenamento, agirebbe anche sulla risposta neuroendocrina alla disidratazione che si manifesta con una diminuzione della secrezione di vasopressina, l’ormone antidiuretico, ma non altera la percezione della sete e quindi l’assunzione di acqua (32). Il tipo di bevanda assunta durante lo sforzo non sembrerebbe invece essere determinante ai fini della risposta sul calo volemico, per cui sembrerebbero ugualmente indicate sia le bevande ipo che quelle iso e ipertoniche (33).

L’INTEGRAZIONE IDRICA DOPO L’ESERCIZIO
L’integrazione dopo esercizio fisico è di fondamentale importanza non solo per consentire una adeguata termoregolazione ma anche per garantire un’adeguata riattivazione vagale dopo sforzo (34). Anche in presenza di una adeguata assunzione di liquidi prima e durante la gara, è sempre necessaria una corretta reidratazione dopo lo sforzo ed consigliabile attuarla con una bevanda contenente molto sodio e risorse di carboidrati (35); è stato infatti ampiamente dimostrato che una bevanda a cui è stato a addizionato cloruro di sodio induce una maggiore idratazione (36) consentendo, quindi, un più rapido recupero (37).
Negli sport drink è stata valutata la possibilità di introdurre la caffeina, ipotizzando un meccanismo di sinergismo di questa con i carboidrati e gli elettroliti già di base presenti nella bevanda, ma lo studio condotto sul confronto tra questi 2 tipi di bevanda ed un placebo non ha dimostrato significative differenze riguardo gli effetti idratanti e sulle funzioni termoregolatorie e cardiovascolari dovute alla presenza di caffeina (38).
Nonostante le numerose bevande per gli sportivi presenti in commercio si dimostrino tutte superori, ai fini di una corretta reidratazione, all’acqua e al succo di frutta (39,40), esse mostrano tuttavia, una scarsa concentrazione di sodio che sembra interferire con la capacità di mantenere un buon livello di forza (41).
Alcuni studi sono stati effettuati utilizzando bevande naturali come il latte (42) e il latte di cocco (43) che dimostrano avere invece un ottimo effetto non solo reidratante ma anche reintegrante la quota proteica.
Nella fase post esercizio andrebbe inoltre indagato con maggiore attenzione un ulteriore aspetto del recupero, quale può essere quello del ripristino delle condizioni di equilibrio metabolico dopo un lavoro lattacido: in tutte le discipline ad impegno metabolico misto, quali ad esempio il calcio, il problema fondamentale dopo lo sforzo è non solo di reidratare l’organismo, ma anche di pagare nel più breve tempo possibile quel debito lattacido contratto durante la prestazione.
A tal fine potrebbe essere maggiormente sfruttato in fase di reintegro l’utilizzo di acque bicarbonato-calciche, come l’acqua Lete, che affiancherebbero all’azione reidratante quella tamponante dei bicarbonati.

CONCLUSIONI
In conclusione sembra opportuno ribadire la necessità non solo di effettuare un attento reintegro idro-elettrolitico durante tutte le fasi del lavoro sportivo, ma di individualizzare gli interventi in funzione delle caratteristiche dell’atleta e della disciplina praticata, in modo da utilizzare l’acqua con le caratteristiche più appropriate a seconda della tipologia dello sforzo effettuato.
Nella fase precedente l’esercizio lo stato di idratazione basale ha una notevole ricaduta sul raggiungimento della performance e l’iperidratazione cronica può essere oramai considerata uno degli strumenti per prevenire o minimizzare la perdita di elettroliti che si verifica con il lavoro di endurance.
Durante lo sforzo è necessario continuare ad idratare l’organismo ed in tale fase sembrerebbero ugualmente indicate sia le bevande ipo che quelle iso e ipertoniche. Nella fase post esercizio andrebbe inoltre indagato con maggiore attenzione un ulteriore aspetto del recupero, quale può essere quello del ripristino delle condizioni di equilibrio metabolico dopo un lavoro lattacido: in tutte le discipline ad impegno metabolico misto, quali ad esempio il calcio, il problema fondamentale dopo lo sforzo è infatti non solo di reidratare l’organismo, ma anche di pagare nel più breve tempo possibile quel debito lattacido contratto durante la prestazione. A tal fine potrebbe essere maggiormente sfruttato in fase di reintegro l’utilizzo di acque bicarbonato-calciche, come l’acqua Lete, che affiancherebbero all’azione reidratante quella tamponante dei bicarbonati.
In conclusione sembra opportuno ribadire la necessità non solo di effettuare un attento reintegro idro-elettrolitico durante tutte le fasi del lavoro sportivo, ma di individualizzare gli interventi in funzione delle caratteristiche dell’atleta e della disciplina praticata, in modo da utilizzare l’acqua con le caratteristiche più appropriate a seconda della tipologia dello sforzo effettuato.