N° 65 - Marzo 2009

L’efficacia del trattamento fangobalneoterapico con acqua minerale solfato-calcica nello stress ossidativo in pazienti affetti da malattia di Parkinson

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CRITERI DI ESCLUSIONE
Presenza di fattori, non connessi alla patologia in cura, in grado di provocare innalzamento di radicali liberi: malattie acute o croniche, assunzione di farmaci (es. estro-progestinici), tabagismo, etc.
Rischio che nel corso della terapia potessero verificarsi eventi in grado di alterare il livello dei radicali liberi: pazienti soggetti a patologie ricorrenti (es. cistiti); pazienti che prospettavano, nel corso della terapia, di modificare l’alimentazione, le abitudini di vita o l’assunzione di farmaci, etc.
Affidabilità del paziente nel seguire il protocollo terapeutico: dosaggi, tempi, ritmi, orari, luogo e modalità di assunzione (es. relazione con i pasti).

Abbiamo affiancato al classico test clinico di valutazione della MP (UPDRS), completo ma in parte influenzabile dalla emozionalità del paziente cui si somministra, la determinazione nel sangue dei Metaboliti Reattivi dell’Ossigeno (ROMs) secondo un criterio rigorosamente oggettivo. Questo al fine di stabilire la reale relazione tra mezzo termale impiegato, presenza di radicali liberi nel sangue, andamento clinico della patologia, con un raffronto prima e dopo il trattamento crenoterapico. Lo studio è stato svolto durante le stagioni termali 2003 e 2004 e ha coinvolto un discreto numero di pazienti previamente informati delle metodiche utilizzate e dello scopo del lavoro. Di questi solo 20 hanno completato il ciclo (12 gg.) di trattamento fangobalneoterapico poiché non rispondenti ai criteri inclusivi o per sovraggiunte patologie che controindicavano la terapia termale. Per 16 di loro è stato possibile eseguire il dosaggio dei radicali liberi prima e dopo trattamento crenoterapico.

Inoltre per gli 8 pazienti che sono stati trattati nel 2003 abbiamo potuto valutare anche il follow up a 30 gg. dalla sospensione della fangobalneoterapia.

RISULTATI
Analizzando globalmente i risultati della UPDRS abbiamo potuto osservare una variazione significativa dei valori espressi, con una riduzione del 22,64% del punteggio totale a fine cura rispetto ai valori rilevati prima della fangobalneoterapia (tabella 2). Questo risultato è incoraggiante perché si prospetterebbe per il paziente parkinsoniano un nuovo strumento terapeutico in grado di migliorare la sintomatologia e capace di stabilizzare il quadro clinico per alcuni mesi (i pazienti trattati nell’anno 2003 hanno riferito benessere protratto per circa 4 mesi dopo la sospensione della fangobalneoterapia).

Tabella 2. Confronto pre-post cura dei punteggi dell’U.P.D.R.S., analisi con t-test per dati appaiati

 NPre
cura
Post
cura
P
Totale UP DRS
20
20,98±12,31
16,23±9,62
<0,05
F1 (capacità cognitive, comportamento, tono dell’umore)
16
2,13±0,78
2±0,79
n.s.
F2 (attività della vita quotidiana)
18
5,94±4,02
4,44±3,22
<0,05
F3 (funzioni motorie)
19
9,63±6,02
6,84±4,59
<0,05
F4 (complicanze della terapia farmacologia)
14
3,36±3,48
2,96±2,59
n.s.
F5 (stadiazione, modificata, secondo Hoehn e Yar)
20
2,18±0,68
0,68±2,18
n.s.


La sezione F1 valuta il comportamento, il tono dell’umore, la eventuale presenza di un deterioramento mentale Il miglioramento medio ottenuto è del 5,9% che però non raggiunge la significatività statistica (tabella 2). Il miglioramento registrato, secondo una nostra interpretazione, è sicuramente imputabile all’efficacia della terapia termale sul piano del movimento che ha avuto riflessi positivi sul tono dell’umore.
La sezione F2 considera in particolare i disturbi del linguaggio, la presenza di disturbi della salivazione e della deglutizione, la compromissione della scrittura (eventuale micrografia), la capacità di tagliare il cibo e di usare utensili, il tempo di esecuzione di tali manovre, la possibilità di vestirsi, di lavarsi, di girarsi nel letto o di aggiustarsi le coperte, le eventuali cadute non associate a blocchi; l’insorgenza di blocchi durante la marcia, la deambulazione, la presenza di tremori o di disturbi sensitivi.
All’inizio della cura 18 pazienti presentavano alterazioni di questo parametro, alla fine della terapia 4 pazienti mostravano valori inalterati e 14 pazienti una riduzione sensibile del punteggio. Abbiamo osservato una riduzione media significativa del 25,3% che testimonia un miglioramento delle attività della vita quotidiana. In particolare risultano facilitate la capacità di girarsi nel letto e di deambulare, con riduzione dei blocchi e dei tremori (tabella 2).
La sezione F3 (funzioni motorie) prende in considerazione l’intelleggibilità del linguaggio, l’espressione facciale, la presenza di tremore a riposo, l’eventuale tremore alle mani (cinetico o posturale), la rigidità muscolare, la destrezza digitale (in particolare si valuta la capacità di aprire e chiudere le mani), la singolarizzazione ed opposizione delle dita delle mani,la pronosupinazione delle mani, i movimenti alternati del piede, la capacità di alzarsi da una sedia, la postura e l’eventuale atteggiamento camptocormico, la marcia, la stabilità posturale, la bradicinesia e l’ipocinesia. In 19 pazienti, come del resto atteso, è stata rilevata importante compromissione dei parametri motori all’inizio della cura. Dopo la fangobalneoterapia 17 pazienti hanno mostrato una riduzione sensibile del punteggio relativo alle capacità motorie suggerendo un avvenuto miglioramento. Solo in due casi il punteggio iniziale e finale sono risultati invariati (tabella 2).
In particolare abbiamo potuto osservare un progresso nella destrezza manuale, nella capacità di alzarsi da una sedia, nella deambulazione. I pazienti hanno espresso generalmente la sensazione di minore rigidità e di minore “impaccio” a livello muscolare. La riduzione media di F3 è stata del 29% ed ha raggiunto significatività statistica. Sezione F4 (complicanze della terapia farmacologia. I criteri di giudizio riguardano la presenza di discinesie (loro durata, il grado di disabilità provocata, il dolore associato e le distonie), eventuali momenti “off ”, comparsa di nausea, vomito, anoressia, disturbi del sonno, alterazione della pressione. Prima della cura 14 pazienti mostravano compromissione di tale parametro, dopo terapia termale 11 pazienti mostravano un quadro invariato e 3 un miglioramento, anche se non statisticamente significativo, delle discinesie (14,9%) (tabella 2). Come era logico supporre la fangobalneoterapia non è in grado di modificare la farmacocinetica, quindi non è possibile pensare di ottenere, attraverso le cure termali, modificazioni relative alle discinesie provocate dal farmaco o agli eventuali momenti “off “ correlati al dosaggio del principio attivo. Sezione F5 (stadiazione, modificata, secondo Hoehn e Yar) Lo stadio 0 indica assenza di compromissione, lo stadio 5 descrive un paziente costretto, in mancanza di aiuti esterni, sulla sedia a rotelle. Come era logico attendersi non abbiamo riscontrato alcuna variazione riguardante questo parametro ciò indica la mancanza di azione della fangobalneoterapia sullo stadio di una malattia a carattere cronico-degenerativo (tabella 2).

DOSAGGIO DEI ROMs
Dei 16 pazienti inseriti in questo studio:
  • due hanno mostrato, a fine cura, un aumento della concentrazione di ROMs (passando rispettivamente da 360 a 364 e da 238 a 242 U. Carr);
  • in un caso i ROMs sono rimasti invariati (356 U. Carr);
  • in 13 ospiti si è rilevata una riduzione.
Su tutto il campione si è passati da una media pre-trattamento di 363,63±85,24 U. Carr ad una media post-trattamento di 334,13±70,68 U. Carr (-8,1%) (tabella 3).

Tabella 3. Variazione pre-post cura dei ROMs espressi in U. Carr.

Numerosità
20
Media
363,63
334,13
Deviazione standard
85,24
70,68
Mediana
358
329
Min
234
226
Max
500
456
Differenza
-8,1%
t test per dati appaiati
P = 0,0009

Dei 16 casi trattati i primi 8 si sono ripresentati a distanza di 30 gg per un follow up.
I risultati ottenuti sono i seguenti:
  • in un caso i valori di ROMs sono rimasti invariati (396 U.Carr);
  • in un caso abbiamo riscontrato un aumento dei radicali liberi (da 400 a 468 U.Carr, valore comunque inferiore al dato iniziale pre-cura di 476 U.Carr) ;
  • negli altri 6 casi abbiamo riscontrato la riduzione dei ROMs. (Va sottolineato il fatto che la riduzione si è avuta anche in uno dei due pazienti che a fine cura avevano mostrato un aumento dei radicali liberi).
  • La media dei valori pre-trattamento è stata di 409 ± 56,7 U. Carr
  • La media dei valori post-trattamento è stata di 368,8 ± 44,6 U. Carr
  • La media dei valori dopo 30 giorni dalla fine della cura è stata di 341,5 ± 65,1 U. Carr. (V. Grafico)
Grafico:
variazioni dei ROMs prima (t0) , dopo (t1) ed a 30 gg dalla fine della cura (t2). Valutazione statistica con test ANOVA per misure ripetute.
La riduzione dei valori medi prima e dopo la cura è stata pari al 9,8%, ed è risultata significativa in base al test t di Student (P=0,0135). Lo studio della tendenza, tramite follow-up a 30 giorni, ha dimostrato che anche dopo la sospensione della terapia termale l’azione antiradicalica continuava. Il test ANOVA ha dimostrato che il ROMs hanno continuato a scendere in maniera significativa anche dopo la fine del ciclo terapeutico.

CONCLUSIONI
Lo studio clinico-sperimentale è stato eseguito su un campione di 20 pazienti, sottoposti ad un ciclo di 12 giorni di fangobalneoterapia presso le Terme Sanpellegrino, e valutati tramite somministrazione di U.P.D.R.S. e dosaggio dei Metaboliti Reattivi dell’ossigeno nel sangue intero, prima e dopo il trattamento termale.

La somministrazione dell’U.P.D.R.S. ha evidenziato:
  • riduzione media significativa del 22,64% del punteggio totale;
  • riduzione media significativa dell’F2 (25,3%) che testimonia un miglioramento dell’attività della vita quotidiana;
  • riduzione media significativa dell’F3 (29%) che testimonia un miglioramento della funzione motoria;
  • miglioramento del 14,9%, che però non raggiunge la significatività statistica, delle capacità cognitive, del comportamento e dell’umore testati in F1;
  • nessuna complicazione della terapia (F4);
  • nessuna variazione della stadiazione secondo Hoehn e Yahr (HeY) che testimonia la mancanza di azione sullo stadio della malattia.
Nella fattispecie abbiamo potuto osservare come il miglioramento della funzione motoria e delle attività della vita quotidiana riguardasse in particolare la deambulazione, la destrezza manuale, la capacità di eseguire autonomamente gesti anche semplici ma spesso preclusi al malato parkinsoniano, come il girarsi nel letto o il lavarsi autonomamente.
Per quanto riguarda il dosaggio dei radicali liberi abbiamo osservato una riduzione significativa dei loro valori sia dopo la fine delle cure, sia nel follow up eseguito a 30 giorni di distanza.
Poiché i radicali liberi sono implicati nei fenomeni di invecchiamento cellulare e nella eziologia di numerose malattie cronico-degenerative, tra le quali la Malattia di Parkinson, si può supporre che la fangobalneoterapia, attraverso il suo effetto contrastante l’azione patologica dei radicali liberi, possa contrastarne l’evoluzione.
Possiamo concludere che la terapia termale, nel campione da noi analizzato, ha ridotto lo stress ossidativo intervenendo così su di un cardine della patogenesi del danno neuronale, e che, nonostante non possa interferire sullo stadio della malattia, è stata in grado di migliorare l’attività motoria e le attività della vita quotidiana dei pazienti affetti da morbo di Parkinson.

Bibliografia